STORIA
DEL CASTELLO DI BRTNICE

La residenza originale delle famiglie Valdštejn e Collalto

Il castello, costruito sul sito del donjon originale e successivamente di una fortezza, sorge su un alto promontorio sopra la città di Brtnice e, con le sue dimensioni (6.000 m²), domina visivamente l’area circostante. Il ruscello Brtnička, che attraversa la città, ha modellato il versante orientale del colle del castello, mentre il versante occidentale è formato da un piccolo corso d’acqua che, insieme a un altro affluente, alimenta lo stagno del parco a nord del castello. Oggi gli edifici del castello si dispongono intorno a tre cortili. Il terzo e più antico cortile, la cui faccia più favorevole costituisce il nucleo originale del castello, si apre ora verso ovest.

 

Non si sa in che modo la proprietà di Brtnice sia passata nelle mani di Hynek I di Wallenstein (intorno al 1409).

È possibile che ciò sia avvenuto durante i numerosi conflitti precedenti la Riforma hussita, a cui la Moravia meridionale era fortemente esposta, o direttamente all’inizio delle guerre hussite. In quel periodo, Brtnice probabilmente non aveva valore militare e non attirava l’attenzione come punto fortificato durante le numerose spedizioni che attraversavano la regione di Jihlava. Dai documenti risulta che la famiglia Wallenstein la acquisì tra il 1396 e il 1399, dando inizio così a due secoli di costruzione di un vasto e economicamente prospero dominio feudale.

La prima metà del XV secolo è associata alla ricostruzione del donjon in un castello,

come conferma un documento del 1436, quando, su richiesta dei cittadini di Jihlava, il marchese Alberto d’Asburgo vietò di proseguire la costruzione del castello di Brtnice. Inizialmente si trattava di una sistemazione semplice all’estremità del promontorio, nel luogo dove oggi si trova il terzo cortile. L’accesso era separato da un fossato a collo. L’unico elemento di difesa attiva era il bastione semicilindrico a nord-est, che ancora oggi sporge dal paramento del muro. In questo stato di costruzione, il castello fu menzionato per la prima volta esplicitamente nel 1444 in un documento che definiva la divisione della proprietà familiare tra Zdeněk di Wallenstein e suo nipote Jan (Jindřich).

Zdeněk di Brtnice di Wallenstein

Prima della metà del XVI secolo, durante il prospero periodo di Zdeněk di Brtnice di Wallenstein, può essere datata la prima fase della trasformazione del castello in un palazzo rinascimentale. Le fasi successive della ricostruzione ebbero luogo durante l’epoca di Hynek III di Brtnice di Wallenstein. In occasione del suo matrimonio con Kateřina Zajímačka di Kunštát, Hynek intraprese un’altra importante fase della costruzione rinascimentale del castello di Brtnice, con i lavori diretti dal famoso architetto Baltazar Maggi da Ronio, come documentano direttamente nel castello le date scolpite 1581 e gli stemmi e i nomi: “Hynek di Brtnice di Wallenstein, governatore della Marca di Moravia, 1.1581” e “Kateřina Zajímačka di Kunštát e Jevišovice e a Brtnice 1.1581”. Il palazzo di recente ricostruzione servì anche come luogo di incontri ufficiali di Hynek nella sua funzione di funzionario provinciale, come attestano i documenti datati “al castello di Brtnice”.

L’ultimo proprietario del castello della famiglia Wallenstein, dopo la morte di Kateřina Zajímačka nel 1601, fu Zdeněk IV di Brtnice di Wallenstein, uno degli uomini più colti del suo tempo, che nel 1619 divenne direttore degli Stati della Marca di Moravia e ciambellano del “Re dei Ghiacci” Federico del Palatinato. Nel giugno del 1621, Wallenstein fu arrestato per la sua partecipazione alla rivolta degli Stati. Zdeněk fu prima incarcerato a Jihlava, poi a Špilberk e condannato a morte, anche se la sua pena fu successivamente commutata in carcere a vita.

Trascorse due anni in prigione e morì il 24 giugno 1623. Successivamente, le sue proprietà furono confiscate e Brtnice fu acquisita nel 1622 dal conte Rambaldo XIII, detto “il Grande”, della famiglia norditaliana Collalto et San Salvatore (21 settembre 1579 – 19 novembre 1630), per decisione di Ferdinando II. Come fermo oppositore della Repubblica di Venezia, decise di cercare la sua fortuna al servizio dell’imperatore e rimase leale al trono degli Asburgo fino alla sua morte. Già a 26 anni passò dall’essere un semplice soldato a diventare consigliere militare imperiale in Ungheria. La sua carriera dopo la Battaglia della Montagna Bianca fu vertiginosa e, per quanto riguarda l’influenza, può essere paragonata a quella di Alberto di Wallenstein.

Il punto di svolta avvenne nel 1621, dopo la Battaglia della Montagna Bianca, durante il mandato di Zdeněk IV di Brtnice di Wallenstein. Il cardinale Dietrichstein fece arrestare Zdeněk nel 1621, informando l’imperatore che “…possiede una grande fortuna e la splendida proprietà di Brtnice”. La proprietà fu confiscata a Zdeněk per la sua partecipazione alla rivolta, con una valutazione elevata. Zdeněk morì nel 1623 nella prigione di Špilberk.

Rambaldo XIII. Collalto

All’inizio del 1623, l’imperatore Ferdinando II vendette la proprietà di Brtnice al suo consigliere militare di corte, ciambellano e oberst, il conte Rambaldo XIII di Collalto. La trasformazione del castello durante l’epoca dei Collalto fu legata principalmente alla Guerra dei Trent’anni e a numerosi incendi. Un incendio del 1760 colpì sia il terzo cortile, quando andò a fuoco l’ala ovest, sia il secondo cortile, dove intorno al 1842 fu costruito un secondo piano in stile neogotico e scomparve la torre gotica. Anche il primo cortile subì modifiche. La proprietà di Brtnice fu interessata dalle riforme agrarie dopo la Prima Guerra Mondiale e la creazione della Repubblica Cecoslovacca, cosa che pose inoltre fine alle attività edilizie.

Dopo la sconfitta della Germania fascista nel maggio 1945, nello stato di Cecoslovacchia fu condotta un’ampia azione volta a punire i traditori e i nemici della repubblica, confiscare le proprietà agricole di persone di nazionalità tedesca e ungherese ed espellerle dal paese. Le attività legislative della rivoluzione post-bellica, i cosiddetti decreti di Beneš, furono applicate anche nel procedimento risultante a Ottaviano, principe di Collalto, al quale furono confiscati tutti i beni secondo il decreto presidenziale n. 12/1945 Coll. del 21 giugno 1945. Queste confische post-belliche posero fine a oltre trecentoventi anni (1623–1947) di presenza della famiglia nobile italiana Collalto et San Salvatore nell’ambiente provinciale della Moravia, presenza che rappresentò un contributo in tutti gli ambiti della vita culturale, artistica, sociale e anche economica.

Graduale, con un nucleo medievale e un parco originariamente in stile inglese fondato nel 1817. Nel complesso si trovano sia i resti del donjon del XIII secolo e del castello gotico, sia vestigia del tardo Rinascimento con numerose modifiche barocche e neogotiche. Sebbene lo stato attuale rifletta cento anni di mancata manutenzione, merita comunque una visita.